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Sistema Solare Animato

Pagina del Pianeta URANO

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PIANETI DEL NOSTRO SISTEMA SOLARE

PLUTONE, TERRA, VENERE,

NETTUNO, MERCURIO,

URANO, SOLE,

SATURNO

GIOVE

MARTE

LUNA

PAGINA DI URANO

Stella madre : Sole
Scoperta 13 marzo 1781
Scopritore William Herschel
Classificazione Gigante gassoso
Parametri orbitali (all'epoca J2000)
Semiasse maggiore : 2 870 972 220 km 19,19126393 UA
Perielio : 2 735 555 035 km 18,28605596 UA
Afelio : 3 006 389 405 km 20,09647190 UA
Circonf. orbitale : 18 029 000 000 km 120,515 UA
Periodo orbitale 84,07 anni
Periodo sinodico 369,65 giorni
Velocità orbitale : 6,49 km/s (min) 6,81 km/s (media) 7,11 km/s (max)
Inclinazione sull'eclittica : 0,76986°
Inclinazione rispetto all'equat. del Sole 6,48°
Eccentricità 0,04716771
Longitudine del nodo ascendente 74,22988°
Argom. del perielio 96,73436°
Satelliti 27
Anelli 13
Dati fisici
Diametro equat. 51 118 km
Diametro polare 49 946 km
Schiacciamento 0,0229
Superficie 8,084 × 1015 m²
Volume 6,834 × 1022 m³
Massa 8,6832 × 1025 kg
Densità media 1,318 × 103 kg/m³
Acceleraz. di gravità in superficie : 8,69 m/s² (0,886 g)
Velocità di fuga 21 290 m/s
Periodo di rotazione : 0,71833 giorni (17 h 14 min 24 s) (retrograda)
Velocità di rotazione (all'equatore) 2 590 m/s
Inclinazione assiale 97,77°
A.R. polo nord 77,31° (5 h 9 min 15 s)
Declinazione 15,175°
Temperatura alla sommità delle nubi 55 K (-218 °C) (media)
Temperatura superficiale : 59 K (-214 °C) (min) 68 K (-205 °C) (media)
Pressione atm. 1 200 hPa (al livello delle nubi)
Albedo 0,65
Dati osservativi Magnitudine app. 5,9 - 5,32
Urano è il settimo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, il terzo per diametro e il quarto per massa. Il suo simbolo astronomico Unicode è Uranus symbol.svg. Porta il nome della divinità greca del cielo Urano padre di Crono (nella religione romana, Saturno) a sua volta padre di Zeus (nella religione romana, Giove). Sebbene sia visibile anche ad occhio nudo, come gli altri cinque pianeti noti fin dall'antichità, non fu mai riconosciuto come tale a causa della sua bassa luminosità e della sua orbita particolarmente lenta; venne scoperto infatti soltanto il 13 marzo 1781 da William Herschel diventando così il primo pianeta ad essere stato scoperto tramite un telescopio. Una curiosità riguardo alla sua scoperta è che essa giunse del tutto inaspettata: i pianeti visibili ad occhio nudo (fino a Saturno) erano conosciuti da millenni e nessuno sospettava l'esistenza di altri pianeti, fino alla scoperta di Herschel che notò come una particolare stellina sembrava spostarsi. Da quel momento in poi nessuno fu più sicuro del reale numero di pianeti del nostro sistema solare.

VIVIAMO IN UN MONDO BELLISSIMO

URANO

La composizione chimica di Urano è simile a quella di Nettuno ed entrambi hanno una composizione differente rispetto a quella dei giganti gassosi più grandi Giove e Saturno. Per questa ragione gli astronomi talvolta preferiscono riferirsi a questi due pianeti trattandoli come una classe separata, i "giganti ghiacciati". L'atmosfera del pianeta, sebbene sia simile a quella di Giove e Saturno per la presenza abbondante di idrogeno ed elio, contiene una proporzione elevata di "ghiacci", come l'acqua, l'ammoniaca e il metano, assieme a tracce di idrocarburi. È anche l'atmosfera più fredda del sistema solare con una temperatura minima che può scendere fino a 49 K (-224 °C). Possiede una complessa struttura di nubi ben stratificata in cui si pensa che l'acqua si trovi negli strati inferiori e il metano in quelli più
in quota. L'interno del pianeta al contrario sarebbe composto principalmente di ghiacci e rocce.

Una delle caratteristiche più insolite del pianeta è l'orientamento del suo asse di rotazione. Tutti gli altri pianeti hanno il proprio asse quasi perpendicolare al piano dell'orbita, mentre quello di Urano è quasi parallelo. Ruota quindi mantenendo uno dei suoi poli verso il Sole per metà del periodo di rivoluzione con conseguente estremizzazione delle fasi stagionali.Inoltre, poiché l'asse è inclinato di poco più di 90°, la rotazione è tecnicamente retrograda: Urano ruota nel verso opposto rispetto a quello di tutti gli altri pianeti del sistema solare (eccetto Venere) anche se, vista l'eccezionalità dell'inclinazione la rotazione retrograda, è solo una nota minore. Il periodo della sua rivoluzione attorno al Sole è di circa 84 anni terrestri e quindi ogni 42 anni cambia il polo esposto alla nostra stella. L'orbita di 

Urano giace in pratica sul piano dell'eclittica (inclinazione di 0,7°).

Come gli altri pianeti giganti, Urano possiede un sistema di anelli planetari, una magnetosfera e numerosi satelliti; visti da Terra, a causa
dell'inclinazione del pianeta, i suoi anelli possono talvolta apparire come un sistema concentrico che circonda il pianeta, oppure come nel 2007 e 2008 apparire di taglio. Nel 1986 la sonda Voyager 2 mostrò Urano come un pianeta senza alcun segno distintivo sulla sua superficie, senza le bande e tempeste tipiche degli altri giganti gassosi.Tuttavia, osservazioni successive condotte da Terra, hanno mostrato delle evidenze di cambiamenti legati alle stagioni e un aumento dell'attività climatica, quando il pianeta si è avvicinato.

Il pianeta manifesta fluttuazioni nella luminosità, ben documentate, determinate sia da cambiamenti fisici dell'atmosfera del pianeta, sia da
considerazioni geometriche e prospettiche. La luminosità di Urano è influenzata dalla sua distanza dal Sole, dalla distanza dalla Terra e dalla particolare vista che offre al nostro pianeta: Urano appare leggermente più grande e più luminoso quando mostra le regioni polari alla Terra. Inoltre è stata individuata una correlazione tra l'attività solare e la luminosità del pianeta: durante i periodi di intensa attività solare, le fluttuazioni nella luminosità del pianeta sono più pronunciate.

Tra il 1995 ed il 2006 la magnitudine apparente di Urano è variata fluttuando tra +5,5 e +6,0, ponendolo giusto al di sopra del limite per la visibilità ad occhio nudo, intorno +6,5. All'opposizione, è visibile come una debole stella quando il cielo è scuro e può essere osservato anche in ambiente urbano usando un binocolo. Dalla terra ha un diametro compreso tra 3,4 e i 3,7 secondi d'arco. Con un telescopio a 100 ingrandimenti si riesce ad intravedere la forma di un disco, fino ad arrivare a 500× dove raggiunge le dimensioni angolari della Luna. Anche usando grossi telescopi non può essere visto nessun dettaglio del suo disco. Ad ogni modo osservazioni
all'infrarosso della sua atmosfera mediante l'utilizzo di ottiche adattive e del Telescopio spaziale Hubble hanno riportato dati interessanti nei vari anni dopo il passaggio della sonda Voyager 2.

L'osservazione dei satelliti del pianeta è difficoltosa. Oberon e Titania possono essere individuati con un telescopio da 8'', in un cielo
particolarmente buio. Aperture di 12-14 '' e 16 '' dovrebbero permettere l'individuazione di Ariel ed Umbriel rispettivamente. Miranda può essere osservata solo con grandi telescopi.

Urano ruota attorno al Sole una volta ogni 84 anni terrestri. La sua distanza media dal Sole è di circa 3.000 milioni di chilometri
(circa 20 UA). L'intensità della luce solare su Urano è quindi circa 1/400 che sulla Terra.

Gli elementi orbitali furono calcolati pr la prima volta nel 1783 da Pierre-Simon Laplace. Le discrepanze tra l'orbita predetta e quella osservata portarono alla proposta di John Couch Adams, nel 1841, che la causa sarebbe potuta essere la forza gravitazionale dovuta alla presenza di un altro pianeta al di là di Urano. Nel 1845, Urbain Le Verrier iniziò la propria ricerca di un altro pianeta nelle vicinanza dell'orbita di Urano. Il 23 settembre 1846, Johann Galle trova un nuovo pianeta, più tardi chiamato Nettuno,
nella posizione prevista da Le Verrier.
Il periodo di rotazione dell'interno di Urano è di 17 ore e 14 minuti, in senso retrogrado. Come in tutti i pianeti giganti gassosi, la sua atmosfera superiore è soggetta a forti venti in direzione di rotazione. Ad alcune latitudini, come a circa 60 gradi sud, l'atmosfera visibile ruota molto più velocemente, completando una rotazione in meno a 14 ore.

Inclinazione assiale.


La principale particolarità di Urano sta nell'inclinazione del suo asse che si trova inclinato di 97,77° sul piano dell'orbita. Si può pertanto affermare che l'asse di rotazione di Urano giace quasi sul suo piano orbitale. Di conseguenza, uno dei due poli è diretto verso il Sole per metà dell'orbita, e per la successiva metà dell'orbita cadrà nella zona in ombra. Nel tratto intermedio all'inversione dei due poli rispetto al Sole, si verifica la situazione in cui il Sole sorge e tramonta intorno all'equatore normalmente.
Il polo sud di Urano era diretto verso il Sole al momento del fly-by della Voyager 2 nel 1986, risultando completamente illuminato. Quel polo è definito come "sud" in base alle convenzioni dell'Unione Astronomica Internazionale, che definisce il polo nord di un pianeta o satellite il polo che punta "sopra" il piano del Sistema Solare, indipendentemente dalla direzione della rotazione del pianeta. Un risultato di questo strano orientamento è che le regioni polari di Urano ricevono una grande quantità di energia dal Sole in maniera maggiore rispetto alle regioni prossime all'equatore. Tuttavia Urano è più caldo all'equatore che ai poli, anche se il meccanismo responsabile di ciò non è attualmente conosciuto.
Sembra anche che l'estrema inclinazione dell'asse di rotazione di Urano causi delle variazioni estreme nelle stagioni per quanto riguarda il tempo meteorologico. Durante il viaggio del Voyager 2 le nubi di Urano erano estremamente deboli e miti, mentre osservazioni più recenti (2005) fatte tramite il telescopio spaziale Hubble hanno rilevato una presenza molto più accentuata e turbolenta di allora, quando l'inclinazione dell'asse stava portando l'equatore nella direzione perpendicolare al Sole (tale allineamento si è avuto nel 2007).

La ragione dell'insolita inclinazione assiale di Urano non è nota con certezza: si è pensato in passato che durante la formazione del sistema solare un protopianeta con massa due volte quella terrestre sia entrato in collisione col pianeta facendo "ruotare" il proprio asse. Tuttavia questa ipotesi non spiegherebbe perché le lune principali di Urano siano inclinate anch'esse di 98°, così come l'asse di rotazione e non abbiano invece conservato le orbite originarie. Nel 2011, un gruppo di astronomi guidati da Alessandro Morbidelli ha pubblicato uno studio basato su delle simulazioni al computer riguardo diversi scenari d'impatto avuti da Urano durante la formazione del sistema solare. Morbidelli et al. affermano che le collisioni subite da Urano durante la formazione del sistema solare dovrebbero essere state ripetute, due o forse più, perché nel caso di un solo impatto, le lune avrebbero assunto molto probabilmente una rotazione retrogada, al contrario di quanto effettivamente osservato nell'era attuale.

Massa e dimensioni.

Le dimensioni di Urano comparate con quelle della Terra.
La massa di Urano è circa 14,5 volte quella della Terra, il che lo rende il meno massiccio dei pianeti giganti, nonostante il suo diametro, circa quattro volte quella della Terra, sia leggermente più grande di quello Nettuno. Con una densità di 1,27 g/cm3 Urano è il secondo pianeta meno denso del sistema solare, dopo Saturno. La sua densità indica che Urano è composto principalmente di acqua, ammoniaca e metano congelati. La massa totale di ghiaccio interno di Urano non è nota con precisione, perché emergono alcune
differenze a seconda del modello scelto; essa dovrebbe essere compresa tra 9,3 e 13,5 masse terrestri. L'idrogeno e l'elio costituiscono solo una piccola parte della massa totale, rispettivamente 0,5 e 1,5 masse terrestri. Il resto della massa non ghiacciata ( da 0,5 a 3,7 masse terrestri) è costituita da materiale roccioso.

Struttura interna.

La struttura interna di Urano sta a significare che non possiede una crosta solida; il gas atmosferico diventa sempre più denso procedendo verso l'interno e gradualmente si converte in liquido. Per convenzione, viene designata come superficie di uno sferoide oblato il punto dove la pressione atmosferica è pari a 1 bar; quindi Urano ha un raggio equatoriale e un raggio
polare pari rispettivamente a 25 559 ± 4 e 24 973 ± 20 km.

Urano (come Nettuno) è solo in parte simile alla parte interna di Giove e Saturno, non essendo presente l'idrogeno metallico liquido che i due pianeti giganti posseggono, grazie alle pressioni enormi che esercitano sulle loro parti interne. Urano, di massa più piccola, non può generare una pressione sufficiente. Il nucleo roccioso di Urano è relativamente piccolo e poco massiccio, inoltre si differenzia da Nettuno e dagli altri pianeti giganti per la mancanza di calore interno: in termini astronomici esso ha un basso flusso termico. Non è chiaro esattamente il motivo per cui Urano non irradia verso l'esterno energia, come fa ad esempio il "gemello" Nettuno, che irradia
2,61 volte più energia nello spazio di quanto ne riceve dal Sole. Il calore irradiato da Urano nella banda del lontano infrarosso dello spettro è solo 1,06 ± 0,08 volte l'energia solare assorbita nella sua atmosfera. Infatti, il flusso di calore di Urano è solo 0,042 ± 0,047 W/m2, che è inferiore al flusso di calore interno della Terra di circa 0,075 W/m2.
La temperatura più bassa registrata nella tropopausa di Urano è di 49 K (-224°C), il che rende Urano il pianeta più freddo del Sistema Solare.Una delle ipotesi per questa differenza rispetto altri altri giganti gassosi è che quando Urano fu colpito nell'impatto col corpo che ha causato la sua peculiare inclinazione assiale, venne espulsa la maggior parte del calore interno originario, riducendo sensibilmente la temperatura del nucleo. Un'altra ipotesi è che ci sia un qualche tipo di barriera negli strati superiori che impedisce al calore del nucleo di raggiungere la superficie. Ad esempio, potrebbe esistere una convezione tra strati di diversa composizione,
che inibisce il trasporto di calore verso l'esterno.Anelli.

Urano possiede un sistema di anelli appena percettibile, composto da materia scura e polverizzata fino a 10 km di diametro. Il sistema di anelli fu scoperto il 10 marzo 1977 da James L. Elliot, Edward W. Dunham e Douglas J. Mink grazie all'osservatorio volante Kuiper Airborne Observatory. La scoperta fu inaspettata: gli astronomi avevano predisposto l'aereo appositamente per studiare un fenomeno molto raro: l'occultazione di una stella (SAO 158687) da parte di Urano, con l'intento di poter studiare la sua atmosfera, che avrebbe
filtrato i raggi della stella, prima che questa scomparisse dietro il pianeta. Il C141 trasportava un telescopio di 90 cm e un fotometro
fotoelettrico molto sensibile, capace di misurare le più piccole variazioni di luminosità. Quando i ricercatori analizzarono le loro osservazioni scoprirono che la stella era scomparsa brevemente dalla vista cinque volte prima e dopo l'occultamento da parte del pianeta. Dopo ripetuti controlli, nel dubbio di un difetto nello strumento, conclusero che intorno ad Urano doveva esserci un sistema di anelli analoghi a quelli di Saturno, almeno cinque. Successivamente vennero scoperti quattro ulteriori anelli. Tale sistema venne rilevato direttamente quando la sonda spaziale Voyager 2 passò nei pressi di Urano nel 1986. La Voyager scoprì anche altri due anelli,
portando il numero totale degli anelli a undici.

Nel dicembre 2005 il telescopio spaziale Hubble fotografò due nuovi anelli, il più largo dei quali ha un diametro due volte più grande degli anelli precedentemente conosciuti. Data la lontananza da Urano, i nuovi anelli sono stati definiti "sistema di anelli esterno". I due anelli sono così lontani dal pianeta che sono stati chiamati il "secondo sistema di anelli" di Urano.
Gli scienziati che hanno effettuato lo studio ipotizzano che l'anello più esterno venga continuamente alimentato dal satellite Mab, scoperto nel 2005 e dal diametro di circa 20 km, che orbita all'interno di tale anello.
Nell'aprile del 2006, le immagini dei nuovi anelli dell'Osservatorio Keck hanno rivelato i colori degli anelli esterni: il più esterno è blu mentre l'altro è rosso. Una ipotesi che spiegherebbe il colore blu dell'anello esterno è che esso sia composto da minuscole particelle di ghiaccio d'acqua rilasciato dalla superficie di Mab, sufficientemente piccole da diffondere la luce blu.

Satelliti naturali.

I 5 satelliti principali di Urano , in ordine crescente di distanza dal pianeta : Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon.
I satelliti naturali di Urano conosciuti sono 27, e tra questi i 5 principali sono: Ariel, Umbriel, Titania, Oberon, Miranda.
I nomi dei satelliti derivano da personaggi delle opere di Shakespeare e Alexander Pope. I primi ad essere scoperti, da parte di William Herschel nel 1787, furono Titania e Oberon, mentre nel 1840 William Lassell scoprì Ariel e Umbriel. Passò poi quasi un secolo senza nessuna scoperta, fino a quando, nel 1948, Gerard Kuiper scoprì Miranda, il più piccolo dei satelliti principali di Urano. Il sistema
satellitare di Urano è il meno massiccio tra quelli dei pianeti giganti; infatti, la massa combinata dei cinque maggiori satelliti è meno della metà di quella del solo Tritone, la maggiore delle lune di Nettuno. Il più grande dei satelliti di Urano, Titania, ha un diametro di 1578 km, meno della metà della Luna della Terra, ma poco più grande di Rea, la seconda più grande luna di Saturno, il che rende Titania l'ottavo satellite più grande del Sistema Solare.
Tra i satelliti di Urano, Ariel sembra avere la superficie più giovane con il minor numero di crateri da impatto, mentre la superficie di Umbriel appare la più antica. La superficie di Miranda appare caotica e pare sia stata interessata in passato da un'intensa attività geologica. Sono evidenti vari strati sovrapposti, alcuni recenti ed altri più antichi, solcati dai canyon più profondi del Sistema solare, che raggiungono anche i 20 km di profondità. Si pensa che la sua superficie abbia sofferto intense forze mareali nel passato, in un momento in cui la sua orbita era più eccentrica di quella odierna.

Almeno un oggetto è legato a Urano in un'orbita a ferro di cavallo, che occupa il punto lagrangiano Sole-Urano L3, 83982 Crantor, che si muove in un'orbita temporanea all'interno della regione orbitale di Urano. Un altro candidato oggetto
in orbita a ferro di cavallo è 2010 EU65.

Possibilità di sostenere la vita.

È altamente improbabile che su Urano ci possa essere qualcosa da poter chiamare vita. Urano è un gigante gassoso, e non possiede quindi una superficie solida definita. Anche l'atmosfera è inadatta: al di là della composizione (idrogeno, metano e ammoniaca sono composti troppo semplici per generare vita) possiede pressioni e temperature proibitive. In superficie le temperature sono bassissime, intorno ai 50 K (-223 °C), e dove queste potrebbero essere accettabili, è la pressione insieme alla mancanza di luce solare, e quindi di una fonte di energia, a impedire processi chimici avanzati che sono alla base di qualsiasi forma di vita.

Sui satelliti la questione è diversa: se i maggiori possedessero oceani di acqua liquida sotto la crosta ghiacciata, come Europa, Ganimede o Titano, allora potrebbero formarsi colonie di organismi molto semplici nei pressi degli hotspot termali sui fondali.Urano nella cultura umana.

Significato mitologico e astrologico.

Urano prende il nome dall'omonimo dio greco, figlio e sposo di Gea, la Madre Terra, e personificazione del cielo, come descrisse Esiodo nella sua opera Teogonia. Secondo Esiodo Urano fecondò Gea gettandole addosso gocce d'acqua, dando origine alle prime generazioni di Titani. Nelle antiche popolazioni riferimenti al pianeta ovviamente non ne esistono, essendo Urano stato scoperto solo alla fine del XVIII secolo.
In astrologia Urano rappresenta l'intuizione, l'inventiva, la forza decisionale, e i rinnovamenti e i cambiamenti in genere. Urano è domiciliato nel Aquario, in esaltazione nello Scorpione, in esilio nel Leone e in caduta nel Toro.

Nell'astrologia medica Urano regola il sistema nervoso, l'ipofisi, le meningi, il midollo spinale.
Raggiungere i 250 m/s, pari a 900 km/h.

I segni Cardinali sono quelli dei nati all’inizio delle stagioni:


Ariete (primavera)
Cancro (estate)
Bilancia (autunno)
Capricorno (inverno)

I segni Fissi sono quelli dei nati nel momento centrale e culminante delle stagioni:


Toro (primavera)
Leone (estate)
Scorpione (autunno)
Acquario (inverno)

I segni Mobili sono quelli dei nati alla fine delle stagioni:


Gemelli (primavera)
Vergine (estate)
Sagittario (autunno)
Pesci (inverno).

ESTATE

ESTATE

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PRIMAVERA

PRIMAVERA

INVERNO

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AUTUNNO

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Pagina dei 4 Elementi terra aria acqua fuoco

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